Descrizione Progetto

BIOMOTOPERPETUO

Titolo opera: BIOMOTOPERPETUO
Autore: Corrado Bonomi, Daniela De Filippis, Eva Rando, Franco Scacchi
Posizione: Posizione da definire

Partendo dai concetti di gestazione e maternità, passando per una dedica di autocoscienza della Terra, attraverso un aforisma e una poesia, e per l’immagine ciclica di un nuotatore in movimento perpetuo, il gruppo è approdato all’idea finale che ha come protagonista il ciclo della vita legato alla rinascita, al movimento della continua trasformazione. L’uovo fin dall’antichità è considerato simbolo della creazione e del ciclo di vita, morte e rinascita che scandisce il tempo cosmico… “Omnevivum ex ovo“. Per gli alchimisti, al termine della Grande Opera, dall’uovo schiuso si leverà la leggendaria Fenice e con essa l’anima finalmente libera dell’adepto. E’ da un uovo che esce l’uomo spirituale, completo e rinnovato, un uomo che fino ad allora era rimasto incubato nell’attesa di essere liberato in una nuova dimensione che trascende l’individualità con l’amore. Ma l’uovo, vita in potenza, per la sua stessa natura è fragile e delicato. Va protetto, nella speranza che solo così possa sopravvivere e rigenerare nuova vita.
Da qui l’associazione immediata con l’idioma “camminare sulle uova”: viviamo continuamente in bilico, in una situazione instabile, qualsiasi azione è rischiosa, ma la vita continua. L’opera è un inno alla prudenza e alla cautela nei confronti di ciò che ci circonda, per preservare i delicati equilibri della vita presente e soprattutto di quella che verrà.L’opera è un grande mappamondo dove i rilievi delle terre emerse sono stati ricoperti da un uniforme tappeto di uova di gallina in materiale plastico, dal tipico colore arancione, mentre le aree occupate dalle acque sono state mantenute nel loro aspetto originale, ossia nell’aspetto screziato della plastica riciclata il quale rimanda proprio alla superficie screziata, quasi mimetica, delle uova di numerosi volatili.

Bio
Artista

Nome: Corrado Bonomi, Daniela De Filippis, Eva Rando, Franco Scacchi
Paese: Italia

Corrado Bonomi nasce a Novara nel 1956. Nel 1995 partecipa al gruppo Concettualismo Ironico Italiano formatosi intorno alla Galleria Angelo Falzone di Mannheim ed espone alla mostra Quasi per gioco presso la Neue Galerie di Graz con Vincenzo Agnetti, Stefano Arienti, Alighiero Boetti, Maurizio Cattelan, Aldo Mondino, Michelangelo Pistoletto e Pino Pascali. Dal 1997 collabora attivamente con il Museo A come Ambiente di Torino e con il Dipartimento Educazione del Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli. La sua produzione artistica si caratterizza per una forte componente semiotica – ossia il gioco tra significante, significato e interpretante -, con una componente citazionista e con l’ironia concettuale che prende vita dall’unione delle due. Corrado Bonomi è dunque un artista poliedrico e in continua sperimentazione, che fa sue le sfumature del movimento pop, del movimento concettuale e di quello kitsch per raccontare storie nuove, mescolando suggestioni e narrazioni che fanno parte dell’immaginario collettivo.

Franco Scacchi nasce a Milano nel 1951. Ha frequentato la scuola grafica dell’istituto Rizzoli editore di Milano e si è diplomato come perito grafico. La pratica artistica presso le Botteghe d’Arte del MAPP lo ha portato a collaborare con diversi artisti e a svolgere numerose mostre collettive presso il Museo e spazi culturali milanesi. Dice di sé: “Dipingo perché mi piace, mi esprimo, mi soddisfa, e mi completa come essere umano. In alcune opere mi ispiro ai nuotatori, in quanto sono stato un nuotatore agonistico nei primi anni ’60, e quindi comprendo il sacrificio degli atleti, durante il duro allenamento continuo quotidiano, per raggiungere un obiettivo incerto; da qui ho intitolato alcuni miei quadri “Nuoto perpetuo”.

Daniela De Filippis nasce a Taranto nel 1966. La pratica artistica presso le Botteghe d’Arte del MAPP l’ha portata a collaborare con diversi artisti e a svolgere numerose mostre collettive presso il Museo e spazi culturali milanesi. Dice di sé: “Dipingere mi piace moltissimo perché mi accorgo che le mie emozioni finiscono sulla tela. Mi piace lo stile fantastico: animali, casette e paesaggi incantati, fate. Anche astratti dai colori accesi.”

Eva Rando La pratica artistica presso le Botteghe d’Arte del MAPP l’ha portata a collaborare con diversi artisti e a svolgere numerose mostre collettive presso il Museo e spazi culturali milanesi. Racconta così la sua esperienza artistica: “Io principalmente scrivo. Scrivo Poesie. Ho sempre amato disegnare, ma alle Botteghe d’Arte ho abbandonato la copia per cominciare a raccontare qualcosa di me. I miei quadri sono ispirati dalle poesie che io stessa scrivo, ma non sono delle semplici illustrazioni, bensì immagini che evocano e richiamano una visione della vita romantica e sognante.”

Il MAPP Museo d’Arte Paolo Pini e le Botteghe d’Arte sono progetti ideati e realizzati da Teresa Melorio e Enza Baccei grazie alla collaborazione tra ARCA Onlus Associazione per il Recupero della Creatività Artistica e il DSMD dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda nell’ambito del processo di trasformazione dell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini.Il MAPP è un museo d’arte contemporanea che ha trasformato il Paolo Pini in un luogo di cura, arte e cultura. Dal 1995 numerosi artisti di fama internazionale hanno partecipato al progetto donando le proprie opere. Nei padiglioni e nel parco di via Ippocrate 45 si contano più di 150 murales, sculture, installazioni e dipinti, sia in ambienti esterni sia interni. Questa collezione è la testimonianza di un nuovo modo di interpretare la cura: la bellezza estetica è un valore curativo in se stesso, come dimostra l’effetto riequilibrante che produce la convivenza quotidiana con il parco-museo d’arte. Il MAPP costituisce la sezione artistica del Museo Regionale della Psichiatria dell’Ospedale Niguarda, riconosciuto nel 2007 da Regione Lombardia come Raccolta Museale.
Le Botteghe d’Arte sono un Centro Diurno del DSMD dell’Ospedale Niguarda e comprendono laboratori di arti visive, danza, musica con attività di canto individuale e corale, teatro, scrittura creativa, promozione del MAPP e visite guidate. Nei laboratori di arte terapia il rito del lavoro “a quattro mani” con artisti professionisti si rinnova ogni giorno. L’incontro con nuove forme artistiche, il confronto con progetto condiviso, la relazione nel gruppo allargato, la partecipazione a tutte le fasi organizzative della realizzazione del prodotto artistico e il confronto con il pubblico sono gli elementi fondanti di questa esperienza di successo, dall’intrinseco valore sociale e culturale oltre che terapeutico.